martedì 4 marzo 2008

Passo dopo passo...

Un altro passo è stato fatto!! Per quanto mi riguarda era senza ombra di dubbio il più difficile: parlare con il parroco. Ero agitatissima, quasi di più di quando devo sostenere un esame, forse perchè in realtà sempre di un esame si trattava. Immagino vi chiederete perchè tutta quest'ansia, è presto detto: il mio compagno non è credente ed io non frequento regolarmente la chiesa. Questo mi ha portato a rivolgermi al prete che mi ha cresciuta ma che non ho visto negli ultimi dieci anni in seguito al suo trasferimento in città (io vivo in un piccolo paese alle porte di Mantova). Lo ricordavo come un sacerdote molto rigido e vista la mia posizione di convivente pensavo potesse giudicare me e la mia scelta in modo negativo, temevo che potesse decidere di non sposarci. Così non è stato, anzi... Ci ha ascoltati, ha chiesto le ragioni delle nostre decisioni passate e future, soprattutto ha chiesto al mio compagno per quale motivo volesse sposarsi in chiesa pur non essendo credente. Non so se sia stato lui molto comprensivo o noi bravi ad esporre i nostri motivi così romantici e mielosi da far venire un attacco di diabete, ma sta di fatto che ha accettato con gioia. Ci sposeremo con rito differenziato ma l'importante è che il fine ultimo sia lo stesso; compiremo un passo che rende entrambi felici, ognuno mantenendo le proprie credenze e le proprie idee.

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