mercoledì 12 marzo 2008
Notte prima degli esami
Chiedo scusa se sto un po' trascurando il mio blog in questi giorni ma devo ammettere che nonostante i trent'anni la mia mente e il mio stomaco non riescono a pensare che agli esami. Uno è già andato ed un altro è dopodomani. Riuscirò mai a vivere tutto questo con meno ansia? Ho pensato di ascoltare questa meravigliosa canzone che grazie anche ai ricordi che mi porta alla mente riesce a farmi fare un bel pianto scarica-tensione. Immagino vi chiediate: "se piange per queste cose cosa accadrà il giorno del fatidico sì?" Beh...è quello che mi chiedo anch'io! Che "piagnucolona" che sono...
lunedì 10 marzo 2008
Le donne lo sanno...
Questo è stato un fine settimana importante per noi donne, non tanto per la ricorrenza in sè ma per quello che grazie a tale festa si è riusciti a portare in piazza. Quello che mi chiedo però è perchè bisogna aspettare l'otto Marzo per ricordare: la violenza sulle donne, il diritto al lavoro e il diritto all'aborto. Nel mio paese sabato sera c'è stata una fiaccolata per difendere la legge 194. Sono mesi che se ne discute ma si è aspettata "la festa delle donne" per farsi sentire.
Io penso che ogni giorno sia la nostra festa e pertanto se abbiamo qualcosa da dire lo possiamo fare in ogni momento, ogni giorno senza aspettare uno in particolare. Facendo così siamo noi stesse a renderci diverse dagli uomini...
Io penso che ogni giorno sia la nostra festa e pertanto se abbiamo qualcosa da dire lo possiamo fare in ogni momento, ogni giorno senza aspettare uno in particolare. Facendo così siamo noi stesse a renderci diverse dagli uomini...
martedì 4 marzo 2008
Passo dopo passo...
Un altro passo è stato fatto!! Per quanto mi riguarda era senza ombra di dubbio il più difficile: parlare con il parroco. Ero agitatissima, quasi di più di quando devo sostenere un esame, forse perchè in realtà sempre di un esame si trattava. Immagino vi chiederete perchè tutta quest'ansia, è presto detto: il mio compagno non è credente ed io non frequento regolarmente la chiesa. Questo mi ha portato a rivolgermi al prete che mi ha cresciuta ma che non ho visto negli ultimi dieci anni in seguito al suo trasferimento in città (io vivo in un piccolo paese alle porte di Mantova). Lo ricordavo come un sacerdote molto rigido e vista la mia posizione di convivente pensavo potesse giudicare me e la mia scelta in modo negativo, temevo che potesse decidere di non sposarci. Così non è stato, anzi... Ci ha ascoltati, ha chiesto le ragioni delle nostre decisioni passate e future, soprattutto ha chiesto al mio compagno per quale motivo volesse sposarsi in chiesa pur non essendo credente. Non so se sia stato lui molto comprensivo o noi bravi ad esporre i nostri motivi così romantici e mielosi da far venire un attacco di diabete, ma sta di fatto che ha accettato con gioia. Ci sposeremo con rito differenziato ma l'importante è che il fine ultimo sia lo stesso; compiremo un passo che rende entrambi felici, ognuno mantenendo le proprie credenze e le proprie idee.
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